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martedì 26 aprile 2011

Chernobyl la veglia per ricordare le vittime


A Slavutych, cittadina costruita per ospitare le persone evacuate dopo l'incidente al reattore di Chernobyl, l'intera comunità ha reso omaggio alle persone uccise dalle radiazioni

Generazione Chernobyl 26 Aprile 1986- 26 Aprile 2011.



COSA AVVENNE

Il 26 aprile 1986, nell'unità numero 4 della centrale nucleare di Cernobyl in Ucraina (all'epoca Unione Sovietica) si verificò il più grave incidente nucleare della storia.
L'incidente è stato causato da un esperimento: gli operatori volevano verificare se - in caso di perdita di potenza dovuta a qualche malfunzionamento - la centrale fosse stata in grado di produrre sufficiente elettricità per mantenere in azione il circuito di raffreddamento fino all'entrata in azione dei generatori di sicurezza. Poco dopo l’inizio dell’esperimento, il reattore andò subito fuori controllo fino a quando una violenta esplosione scoperchiò il tetto dell’edificio, pesante migliaia di tonnellate. Le barre di combustibile fusero all’innalzarsi delle temperature oltre i 2.000°C.

Poi prese fuoco la grafite del reattore: ne scaturì un incendio che durò nove giorni. I tentativi di spegnimento dell’incendio durarono giorni; si costruì un sarcofago per isolare il reattore danneggiato.

Cernobyl 25 anni dopo

In Ucraina, 18.000 chilometri quadrati di suoli agricoli sono stati contaminati in seguito al disastro di Cernobyl e lo stesso si stima per il 40% dei boschi del Paese, per un totale di 35.000 chilometri quadrati.
Questo documentario, commissionato da Greenpeace e girato nel marzo del 2010, raccoglie le testimonianze degli abitanti di queste aree che, dopo il disastro, hanno continuato a mangiare la frutta e la verdura da sempre coltivate nei loro villaggi, costretti dalle condizioni di povertà.


www.generazionecernobyl.org

lunedì 18 aprile 2011

Nucleare, Greenpeace: “Vicino a Chernobyl ancora cibo radioattivo dopo 25 anni”

                                           di Andrea Bertaglio 16 Aprile 2011
Latte radioattivo. Ma anche funghi e mirtilli, patate e carote. A venticinque anni dalla catastrofe di Chernobyl, nella zona del disastro la radioattività non se n’è ancora andata. Almeno secondo Greenpeace, che a marzo ha eseguito una nuova ricerca in Ucraina con risultati “inquietanti”: i livelli di contaminazione sono ancora alti in molti alimenti, come latte e frutti di bosco.

Gli esperti di radiazioni dell’associazione ambientalista hanno analizzato nelle aree di Rivnenska Oblast e Zhytomyrska Oblast 114 campioni di prodotti alimentari, acquistati nei mercati locali o presso i contadini della zona, e li hanno confrontati poi con quelli di alcune località nella zona di Kiev.

Nel 93% dei campioni di latte della regione di Rivnenska, ad esempio, le concentrazioni di cesio 137 eccedono tra 1,2 e 16,3 volte i livelli ritenuti pericolosi per i bambini dalla legislazione ucraina. Sono stati trovati anche porcini secchi con un contenuto di cesio 137 di 288.000 Bq/kg (Becquerel per chilogrammo), 155 volte oltre i limiti consentiti. Fuori norma anche mirtilli, patate e carote, con livelli di radioattività fino a quasi 5 volte superiori al limite di legge.

“Le nostre analisi hanno riscontrato alti livelli di radioattività, dovuti alla catastrofe di Chernobyl, in molti campioni di alimenti”, afferma Iryna Labunska, di Greenpeace International. In Ucraina sono 18 mila i chilometri quadrati di terreni agricoli contaminati dall’esplosione di Chernobyl. A questi si aggiunge il 40% dei boschi, tuttora contaminati, pari a una superficie di 35mila chilometri quadrati.

Negli anni successivi all’incidente nucleare, il governo ucraino ha regolarmente effettuato analisi degli alimenti prodotti nelle aree contaminate, rendendone pubblici i risultati. Ma negli ultimi due anni questo monitoraggio è stato sospeso, interrompendo così una preziosa serie storica di dati. In una nota di Greenpeace si legge che i risultati delle analisi, invece, “confermano l’urgenza di proseguire una valutazione approfondita e scientificamente fondata della contaminazione radioattiva dei terreni destinati all’agricoltura e al pascolo”. 


L’eredità di Chernobyl, dunque, non è ancora alle nostre spalle. E ovviamente lo spunto di riflessione offerto da Greenpeace abbraccia la questione nucleare in generale, visto quanto sta succedendo in Giappone. “A Fukushima stiamo verificando circostanze identiche riguardo alla contaminazione del latte e delle verdure”, dichiara Greenpeace Italia dalle pagine del suo sito: “Se vogliamo evitare disastri futuri quali quelli di Chernobyl e Fukushima, i governi devono interrompere la produzione di energia nucleare e investire nell’efficienza e in fonti rinnovabili pulite e sicure”.
Se vuoi saperne di più clicca e leggi il Report Greenpeace di Marzo 2011

In alcuni supermercati si trovano i semi di zucca tostati salati provenienti dall'Ucraina....(Francesca)