lunedì 21 maggio 2012

Nutella vegana o veganella

Ieri sono andata a casa di una mia cugina e mi ha proposto una nutella vegana fatta da lei con prodotti del commercio equo!

Equobonita green di Liberomondo
Il commercio equo ha già prodotti tipo nutella senza latte (sono buonissimi) come equobonita free  di Liberomondo senza latte (conf azzurra € 2,00) e equobonita green dove non c'è nessun tipo di olio di palma, ma un doppio contenuto di nocciole che triturate creano olio. La green ovviamente avendo più nocciole (di Cuneo) costa un pochino di più dei quella con olio di palma € 2,95.
In questi due prodotti non ce nessun tipo di latte, mentre nella ricetta che vi propongo c'è latte di soia.

Se volete sperimentare e gustare un prodotto fatto da voi ecco qui la ricetta!

100 g di cioccolato fondente del commercio equo
50 g nocciole tostate
90 g zucchero di canna del commercio equo
1/2
bicchiere scarso di latte di soia
30 g olio di semi di lino (si trova nei negozi bio, attenzione è delicato non esporre la bottiglia a forte luce solare)

Spezzare il cioccolato fondente, metterlo nel mixer con le nocciole e lo zucchero. Fare sciogliere il tutto a bagno Maria aggiungendo il latte di soia e l'olio sempre mescolando finchè diventa omogeneo.Invasare (dopo aver sterilizzato il vasetto) e tenere nel frigorifero.


domenica 20 maggio 2012

LAV: 40.776 + 5x1000= Grazie, per i diritti degli animali!

5x1000, ufficiali i dati 2010: 40.776 firme hanno premiato l’attività per i diritti degli animali degli attivisti e dei responsabili della LAV.
 
Complessivamente aumenta la fiducia al volontariato animalista.
La scelta giusta per la destinazione del nuovo 5x1000 in dichiarazione dei redditi: codice fiscale 80426840585. Tutti i particolari su 5xmille.lav.it

40.776 scelte per i diritti degli animali, 1086 in più rispetto all’anno precedente: è questo il significativo bilancio del 5 per mille 2010 alla LAV, di cui sono stati resi pubblici i fondi destinati con la firma dai contribuenti italiani.

La LAV si conferma così al ventesimo posto delle organizzazioni onlus prescelte, fra decine di migliaia, confermando il primo posto tra le associazioni animaliste e anche fra le ambientaliste. Complessivamente è molto positivo l’aumento delle preferenze al volontariato animalista nazionale e locale.
"Queste 40.776 scelte sono un riconoscimento per aver ben operato per i diritti degli animali in ben 35 anni di attività grazie ai nostri volontari, responsabili e attivisti e un monito a continuare a lottare, con impegno e in modo efficace come è nella storia della nostra Onlus, per fare dell'Italia un Paese concretamente rispettoso degli altri viventi - dichiara Gianluca Felicetti, presidente della LAV - Questo risultato è ancora più importante visto il taglio di un quarto del fondo complessivo destinato dal Governo al 5x1000 proprio dal 2010".

sabato 19 maggio 2012

Consumo di carne? "Non è un successo evolutivo"

Mentre aumenta il numero di persone che si avvicinano al veganismo, i mass media continuano a promuovere una dieta che includa alimenti di origine animale. Una vera e propria apologia della carne è ad esempio quella contenuta in un articolo recentemente pubblicato su L'Unità e al quale ha risposto il dottor Vincenzino Siani, presidente della Società Italiana di Nutrizione Vegetariana, smontando la teoria del “successo evolutivo dei carnivori”.

di Andrea Romeo - 15 Maggio 2012 www.ilcambiamento.it

 

mucca carne
È in continuo aumento il numero di persone che sempre più si avvicinano al veganismo, stanche delle menzogne raccontate in ambito alimentare dai media e da quei medici nutrizionisti che, per chissà quali ragioni, vorrebbero che ingurgitassimo quantità industriali di carne e derivati come fonti principali di calcio per evitare che ci si spezzi un femore da un momento all'altro (per dirne una).
Così mentre da un lato sempre più gente prende le distanze dal 'senso comune' che ci vorrebbe 'onnivori', poiché stanca della violenza recata ad altri esseri viventi per futili motivi culturali, dall'altro lato sembrerebbe che questa 'piccola rivoluzione' a qualcuno non vada proprio a genio. Abbiamo assistito agli esilaranti attacchi della Rai ai 'veganiani'(clicca e leggi l'articolo) attraverso i suoi 'vassalli', e adesso anche le testate giornalistiche nazionali lasciano carta bianca ai loro giornalisti sull'argomento, a prescindere dalle loro reali conoscenze scientifiche in ambito nutrizionale, specialmente riguardo al veganismo che si sa, in certi ambienti, è diventato una specie di 'Barone Rosso', un nemico da abbattere a qualunque costo.

Così un tale importante dibattito da cui dipendono le vite di milioni di esseri viventi (umani, animali e perché no, anche vegetali), viene affrontato in modo superficiale quando non addirittura del tutto aleatorio. Succede che se il giornalista - o lo scienziato - di turno è un amante della bistecca, l'uomo si trasforma magicamente in un 'carnivoro', magari estrapolando arbitrariamente frasi da una ricerca scientifica trovata in rete, ed interpretando i dati a proprio piacimento condendoli con un po' di retorica. Se invece a scrivere è un proselita della vecchia dieta mediterranea, ecco allora che lo scrittore predica l'onnivorismo. Infine, se a scrivere è qualcuno che rispetta la vita degli altri animali (e quindi un veg*ano), ecco che viene fuori che mangiar carne sia innaturale, sacrilego e l'uomo diventa di colpo un frugivoro.

A quanto pare il nostro essere carnivori, onnivori o frugivori è determinato dallo stato d'animo soggettivo di chi scrive più che da una certezza scientifica, e sembra dipendere interamente dai gusti culinari di questi. È così che i lettori si ritrovano in uno stato confusionale perpetuo e invece di ricevere informazioni sugli alimenti che dovrebbero essere più o meno adatti alla loro salute (e a quella degli animali che arriveranno nei loro frigoriferi), finiscono per 'raccogliere farfalle' per poi seguire il buon e vecchio 'senso comune' spesso personificato dalla TV e dai suoi “consigli per gli acquisti”, o peggio da idee sbilenche provenienti da tradizioni basate più sul mito che altro, e spesso obsolete.
Insomma, non è chiaro se i media vogliano informare (cosa che dovrebbe essere il loro obiettivo principale) o se intendano invece confondere le idee pubblicando articoli ora pro-vegetarismo ora contro, di proposito in modo del tutto casuale, onde mantenere lo status quo.