giovedì 2 febbraio 2012

Fukushima, i soldi per le vittime utilizzati per la caccia alle balene

Ebbene sì, mi era scappata questa notizia che posto immediatamente.

12 Dicembre 2011

caccia baleneIl Giappone ha utilizzato i fondi destinati alle vittime del terremoto dell'11 marzo scorso e del disastro nucleare di Fukushima per finanziare la caccia alle balene 'a scopi scientifici'. A denunciarlo sono gli attivisti di Greenpeace Japan.

“È scandaloso che il governo giapponese attinga dai contribuenti denaro per un programma non necessario, non richiesto ed economicamente poco significativo – spiega al quotidiano britannico Guardian Junichi Sato, il responsabile di Greenpeace Japan -. La caccia alle balene è un punto nero per la reputazione internazionale del Giappone ed è un buco nero per il denaro dei contribuenti. Gettare tanto denaro in questo periodo di crisi è vergognoso, non è possibile sprecare risorse per l'operazione antartica quando ci sono persone che soffrono in patria”.
Sembra intanto che le navi baleniere siano dirette nelle acque dell'Antartico questa settimana, ma il governo di Tokyo non ha confermato le indiscrezioni.

Nel frattempo la Tepco, l'ente che gestisce la centrale nucleare di Fukushima ha deciso di non scaricare in mare parte dell'acqua trattata per la contaminazione dopo le proteste dei pescatori locali. La società che gestisce la disastrata centrale nucleare opterà invece per la costruzione di nuovi serbatoi e un maggior riciclo dell'acqua a scopo di raffreddamento.
Dopo lo tsunami, decine di migliaia di tonnellate di acqua marina erano state utilizzate per cercare di raffreddare i reattori dell'impianto. Successivamente l'acqua, ormai contaminata, era stata immagazzinata in speciali serbatoi che tuttavia raggiungeranno il massimo della loro capacità nel prossimo mese di marzo.
Qualche giorno fa intanto attraverso un comunicato sul proprio sito, la Tepco ha fornito le stime riguardo all'ultimo monitoraggio del plutonio (sostanza tossica oltre che radioattiva) effettuato nel suolo nei pressi della centrale, rilevando plutonio 238, 239 e 240.
A.P.

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mercoledì 1 febbraio 2012

OGM, l’Unione Europea sta con Monsanto

L’Unione Europea ha proibito ai paesi membri di vietare le coltivazioni geneticamente modificate. Questo provvedimento va a rafforzare una precisa linea politica, mirata a favorire la conquista del mercato da parte di multinazionali dell'agrobusiness, come Monsanto.


di Francesco Bevilacqua - 31 Gennaio 2012 www.ilcambiamento.it


ogmProsegue l’intesa che le istituzioni europee hanno ormai già da tempo con il colosso della chimica Monsanto e, in generale, con l’industria degli OGM. Questo avviene però in netta contrapposizione non solo con la volontà e la linea politica di molti degli stati membri, ma anche con alcuni degli stessi organismi comunitari, come il Parlamento, che l’estate scorsa si è espresso a favore della concessione ai governi nazionali del potere di vietare le coltivazioni geneticamente modificate.

In particolare, il dibattito è estremamente serrato in Francia, dove la battaglia si gioca sia sul piano dell’opinione pubblica – dibattito sicuramente influenzato dalle elezioni del prossimo aprile e dalla campagna elettorale già in atto –, che su quello legale e normativo. A questo proposito, lo scontro è fra il ministero delle Politiche Agricole e il Consiglio di Stato: quest’ultimo ha infatti espresso, in linea con la Corte di Giustizia europea, il parere contrario al divieto che il ministro Bruno Le Maire, insieme alla collega del ministero dell’Ambiente Nathalie Kosciusko-Morizet, aveva emanato per vietare la coltivazione degli OGM sul territorio francese.

Fukushima. Madri in protesta, ma il governo vuole sgomberare le tende

Oramai i mass media italiani non si occupano più della catastrofe nucleare che ha inflitto morte e distruzione (e continuerà a infliggere grossi problemi alla popolazione nel futuro) a Fukushima. Ora purtoppo c'è la nave da crociera, catastrofe non paragonabile a quella nipponica, ma sullo stesso piano a livello di ore di servizi televisivi, se non di più, dedicati dalle televisioni italiane.
Meno male che alcune testate giornalistiche come "Il Cambiamento" continuano ad occuparsi di cosa succede alla gente rimasta in quei territori, in quella nazione.

27 Gennaio 2012 www.ilcambiamento.it

protesta mamme fukushima
Le madri di Fukushima
“Come cittadini interessati, vi chiediamo di ritirare l'ordine di sfrattare le madri di Fukushima e gli altri che protestano pacificamente al di fuori del METI (Ministero dell'Industria e dell'Economia giapponese) e permettere loro di esprimere le loro speranze per un futuro sicuro e libero dal nucleare per tutti noi.
Ogni cittadino dovrebbe avere la libertà di esprimere le proprie opinioni in uno spazio pubblico e vi invitiamo a rispettare questo diritto fondamentale, consentendo a questa protesta non violenta di continuare”.

Questo il testo dell' appello che Avaaz chiede di sottoscrivere al fine di impedire al governo giapponese di 'sfrattare' le mamme di Fukushima che protestano pacificamente davanti al ministero dell'Industria e dell'Economia. 
Il ministro Yukio Edano ha dato l'ordine di rimuovere le tende installate 135 giorni fa dalle donne in protesta contro l'innalzamento del limite di sicurezza radioattivo per i bambini residenti nella zona contaminata in seguito al disastro nucleare.
“È vergognoso! - scrive Avaaz -. Il ministro dell'Economia ha appena ordinato lo sfratto delle madri che campeggiano pacificamente fuori dal METI per chiedere un futuro privo di radiazioni per i loro bambini. Abbiamo solo poche ore prima che la polizia si mobiliti per abbattere le tende, sta a noi fermarli ora!”.
Secondo Avaaz, con questa decisione il Ministro Edano dimostra di inchinarsi “al 'bullismo' della potente industria nucleare”. “È tempo che i nostri politici mettano la sicurezza delle persone prima del profitto”.

Intanto un documento ottenuto da Associated Press rivela che il governo giapponese tenne segrete le previsioni sulle peggiori conseguenze della crisi nucleare di Fukushima. Secondo tali previsioni decine di milioni di persone, tra cui i residenti di Tokyo, avrebbero dovuto abbandonare le loro case.
Il documento fu consegnato all'allora primo ministro nipponico Naoto Kan il 25 marzo scorso, ovvero due settimane dopo il doppio cataclisma che devastò la centrale di Fukushima. Il governo preferì allora non divulgare tali previsioni temendo che si diffondesse il panico tra la popolazione. La notizia, tuttavia, potrebbe ora riaccendere le proteste dei giapponesi che già nei mesi scorsi hanno contestato il silenzio delle autorità sull'entità del disastro nucleare.
A.P.

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